Reti informatiche
Le reti informatiche hanno origine negli anni ’60, periodo in cui si sviluppò una concezione centralizzata dell’intera infrastruttura di rete in quanto era previsto un mainframe centrale preposto all’elaborazione dei dati e dei terminali periferici che si limitavano a convogliare il traffico presso un centro di calcolo specializzato. Tale sistema era però troppo costoso e prevedeva un ingente consumo di risorse, si passò percui (intorno agli anni ’70) ad un nuovo modello in cui un gran numero di calcolatori, interconnessi ed indipendenti, svolgono le operazioni in modo distribuito e condiviso (“rete di calcolatori”). I principali vantaggi di tale sistema sono: elevata affidabilità del sistema, risparmio ed ottimizzazione delle risorse, modularità e scalabilità dell’intera rete, accesso a dati remoti tramite servizi appositamente progettati (home banking, prenotazioni viaggi, ecc..) e comunicazione tra utenti non fisicamente vicini (e-mail, videoconferenza, istant chatting). Le reti furono in seguito suddivise in base alla loro distanza, abbiamo a tal proposito: reti LAN (Local Area Network) che si sestendono da un minimo di 10 metri ad un massimo di 1 km e non attraversano suolo pubblico; reti MAN (Metropolitan Area Network) per distanze che raggiungono i 10 km e con disponibilità di canali trasmissivi ad alta velocità (1 Gbps, 10 Gbps ecc..); reti WAN (World Area Network) sviluppate in ambito nazionale o internazionale ed aventi una topologia a maglia con nodi di commutazione che svolgono una funzione di smistamento ed ottimizzazione del traffico sulla rete.